Maurizio De Giovanni con il libro “Anime di Vetro” –

Un giallista importante sarà ospitato ad Arezzo nel giorno 22 Luglio prossimo, in Piazza san Francesco, alle ore 17.30, presentato da Marco Caneschi, per la serie “I talk di Icastica“, Maurizio De Giovanni illustrerà il suo libro “Anime di Vetro”, giallo con il commissario Ricciardi.
Il termine “giallo” attribuito ai romanzi che trattassero argomenti polizieschi e delinquenziali nacque in Italia nel 1929: fu l’editore Arnoldo Mondadori a lanciare sul mercato una nuova collana, molto popolare, che si poteva acquistare non solo in libreria ma anche in edicola: per distinguerla dagli altri libri, fu caratterizzata proprio da una copertina color giallo vivo. I protagonisti più famosi dei gialli sono diventati personaggi quasi leggendari, da Sherlock Holmes, Poirot, Nero Wolfe, Marlowe, fino ad arrivare al nostro godibilissimo Montalbano, personaggio inventato dall’apprezzato Camilleri, ed infine i televisivi Derrick o Colombo.
Anche Maurizio di Giovanni, napoletano, ha inventato un personaggio di fantasia molto efficace, il commissario Ricciardi, protagonista di molti dei suoi libri. McBain, Chandler e tanti altri giallisti americani sono tra i preferiti di De Giovanni che oltre ad essere uno scrittore di romanzi gialli è anche un lettore. “Tutti ci rifacciamo a Simenon” dice “un autore tra i massimi del novecento che io paragono a Garcia Marquez, Maigret è un veicolo attraverso il quale Simenon leggeva il suo tempo, un esercizio che ogni scrittore dovrebbe fare, cioè leggere il proprio tempo attraverso i delitti che si compiono”. Anche le arringhe dei migliori avvocati napoletani dei primi del novecento raccontavano i delitti del loro tempo in modo meraviglioso. I romazi di De Giovanni vengono utilizzati per fiction televisive. Per uno strano gioco del destino anche De Giovanni, proprio come Camilleri, ha esordito come scrittore all’età di 47 anni. Non aveva intenzione di darsi alla scrittura, attività che non ama particolarmente, dice lui.
Trama – Anime di vetro –
C’è la morte nell’anima di Luigi Alfredo Ricciardi. Imprigionato nel guscio della solitudine più completa, che non permette a nessuno di intaccare, è sulla soglia della disperazione. All’ottavo appuntamento con i lettori del commissario dagli occhi verdi, più che mai protagonista in una indagine dove tutto è anomalo, Maurizio de Giovanni ci regala la meraviglia di un romanzo in cui le anime di ciascuno si rivelano fatte di vetro: facili a rompersi in mille pezzi, lasciano trasparire la fiamma che affascina e talvolta danna, e occorre allora il sacrificio della rinuncia, che può apparire incomprensibile ed esporre alla vendetta. Prende così forma un congegno narrativo misteriosamente delicato e struggente, vertiginoso e semplice, che spinge Ricciardi su strade rischiose. E lo costringe a fare i conti con sé stesso e i propri sentimenti. Mentre le pagine sembrano assumere la voce di una delle più celebri canzoni partenopee, per carpirne il più nascosto segreto.
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