Giuseppe Povia – Arezzo

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Un’artista controcorrente Giuseppe Povia, il prossimo 13 Giugno, al Centro Polivalente di Subbiano, con l’Avvocato Gianfranco Amato, giurista per la vita e Presidente del Popolo della Famiglia. Un tema, quello affrontato dallo spettacolo, “il pensiero unico politicamente corretto” ed un proposito “Invertiamo la rotta”, questo il titolo. L’ingresso sarà gratuito. Un concerto con alcuni spazi dedicati al dibattito ed alla discussione su temi etici.

Valeria Gudini in “Orgoglio e Pregiudizio” –

Sabato 13 maggio, alle ore 21.15, al Teatro Verdi di Monte San Savino andrà in scena lo spettacolo/concerto “Orgoglio e Pregiudizio” a cura dell’attrice Valeria Gudini e del Maestro Francesco Attesti. Lo spettacolo sarà un omaggio al bicentenario della morte di Jane Austen: l’influente scrittrice britannica, figura di altissimo rilievo nella narrativa preromantica, tra le più famose ed apprezzate di tutti i tempi. La rappresentazione avrà quindi lo scopo di sottolineare alcune delle più suggestive scene dell’ omonimo libro. Le musiche, eseguite al pianoforte, che accompagneranno queste scene andranno da Beethoven a Shubert, da Liszt a Chopin, fino a Satie.

Orgoglio e Pregiudizio è il più noto romanzo di Jane Austen, romanzo molto conosciuto e letto in tutto il mondo. Tra le tematiche affrontate è interessante la presa di coscienza dei protagonisti rispetto agli errori e alle false convinzioni che li condizionano nei rapporti con gli altri (dall'”orgoglio” di Darcy al “pregiudizio” di Elizabeth…). Sullo sfondo risulta ben tratteggiato lo stile di vita della classe media inglese di inizio Ottocento. Centrali, inoltre, come in tutti i romanzi dell’autrice, sono l’amore e il matrimonio.

Trama

Il romanzo si apre con l’arrivo di un ricco scapolo, Mr. Bingley, a Netherfield, una tenuta nei pressi di Longburn, dove vive la famiglia Bennet, composta da moglie e marito e cinque figlie nubili, in età da marito. La signora Bennet spera di accasare una delle figlie ed un ballo è l’occasione per i Bennet di fare la conoscenza dei Bingley; Mr. Bingley e Jane, la primogenita dei Bennet, sviluppano subito un’intesa. Al contrario l’amico, Mr. Darcy, appare freddo ed orgoglioso e viene subito mal visto da Elizabeth, la secondogenita dei Bennet. Poche settimane dopo Mr. Collins, un curato, che erediterà la tenuta dei Bennet, visita la famiglia e propone a Elizabeth di sposarlo. Questa rifiuta, suscitando l’ira della madre, e Mr. Collins ripiega allora su Charlotte Lucas, amica delle sorelle Bennet, che accetta.

Intanto Mr. Darcy ha compreso che l’amico Bingley si sta innamorando di Jane e cerca di dissuaderlo. Bingley lascia allora Netherfield per tornare a Londra, spezzando il cuore di Jane. Elizabeth è convinta che sia tutta colpa di Darcy e questo inasprisce il suo odio verso di lui. In primavera Elizabeth visita l’amica Charlotte e i tre sono invitati nella tenuta di Lady Catherine de Bourgh, zia di Mr. Darcy. Quest’ultimo arriva in visita e inaspettatamente propone a Elizabeth di sposarlo. Lei però rifiuta accusandolo di aver rovinato la loro felicità convincendo Bingley ad allontanarsi da Jane e muovendogli anche delle accuse riguardanti alcuni suoi trascorsi che le sono stati narrati dall’ufficiale Wickham. Mr. Darcy è scioccato e per spiegare le proprie ragioni scrive una lunga lettera nella quale confessa che ha allontanato l’amico da Jane poiché convinto che questa non lo amasse, non avendo mai dimostrato eccessivo trasporto (che in realtà era dovuto solo timidezza e riservatezza).

Elizabeth comprende di averlo giudicato in modo errato e alcuni mesi dopo, durante un viaggio nel Derbyshire con gli zii si trova a visitare Pemberley, la tenuta dei Darcy. E a sorpresa arriva Mr. Darcy, che avrebbe dovuto essere in viaggio e che si comporta con molto garbo e gentilezza. Improvvisamente, però, arriva la notizia che Lydia, la più giovane delle sorelle Bennet, è fuggita con Mr. Wickham. Elizabeth è disperata perché pensa che la famiglia non si laverà mai di dosso una simile vergogna. I due vengono invece presto rintracciati; Elizabeth scopre così che è stato Darcy a trovare i due e a negoziare il matrimonio a proprie spese. Nel frattempo Mr. Bingley torna a Netherfield e chiede la mano di Jane, che ovviamente accetta, così come Elizabeth accetterà finalmente la rinnovata proposta di matrimonio di Mr. Darcy.

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Requiem di Terezin –

Domenica 29 Gennaio 2017, ore 18,10, ingresso libero, in occasione del Giorno della Memoria, al Teatro Verdi Monte San Savino: REQUIEM DI TEREZIN dal libro di Josef Bor – I brani musicali sono tratti dal Requiem di Giuseppe Verdi. Voce recitante Valeria Gudini – pianoforte Francesco Attesti – harmonium Matteo Galli.

Trama: Il pianista e compositore cecoslovacco Rafael Schächter arrivò nel campo di concentramento di Terezin nel novembre 1941 con il trasporto H-128. Aveva con sé una valigia contenente effetti personali e alcuni spartiti, in particolare quello del Requiem di Verdi. Quando trovò un pianoforte in un magazzino abbandonato ebbe un’idea folle, l’esecuzione del Requiem da parte dei prigionieri per annunciare in qualche modo il Giorno del Giudizio che sarebbe arrivato anche per i carnefici. Terezin era il così detto ‘lager degli artisti’, dove Hitler obbligava le famiglie degli intellettuali ebrei a fingere di vivere in un mondo normale, quando in realtà si trattava solo di una tappa verso la destinazione finale di Auschwitz. Per questo motivo la richiesta dell’esecuzione del Requiem con orchestra e coro composti dagli internati fu accolta ed ebbe luogo nel luglio del 1943 alla presenza di Eichmann. Pochi giorni dopo tutti i coristi vennero deportati e Schächter fu ucciso all’arrivo ad Auschwitz.

Dal libro: “Proprio lì, nel ghetto di Terezín, Schächter doveva preparare il Requiem di Verdi. Se ne era reso conto in maniera sempre più chiara, capiva che quella occasione unica non si sarebbe presentata, forse, mai più. In quale altro luogo avrebbe avuto la possibilità di scegliere senza alcuna limitazione, e affidandosi esclusivamente al proprio gusto artistico, un gruppo di musicisti così colti e raffinati? In quale altro luogo avrebbe trovato ascoltatori così sensibili? Tutti, lì, erano assetati di arte, tutti desideravano ardentemente di sperimentare almeno un palpito di profondi sentimenti umani, con tanta più passione e fervore quanto più insensato, ributtante e crudele era il mondo nel quale erano stati gettati con la violenza.”

Josef Bor (1906-1979), influente giurista di nazionalità ceca, fu internato nel campo di Terezin nel 1942 a seguito di un attentato al gerarca nazista Reinhard Heydrich. Nell’ottobre del 1944 fu trasferito ad Auschwitz, dove perse, ,nelle camere a gas madre, moglie e due figli. Fu trasferito successivamente a Buchenwald, dove nel 1945 fu liberato dalle forze alleate. Nel 1963 pubblicò Il Requiem di Terezin, una delle più alte e commoventi testimonianze sulla tragedia dei campi di sterminio.

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La Giostra va a Teatro –

Per il rifacimento dei costumi della Giostra del Saracino, domenica 8 Gennaio 2017, alle ore 17,30, presso il teatro Petrarca, la compagnia “Il Polvarone” andrà in scena con l’ultimo spettacolo “Pensione Adelina”, scritta e diretta da Roberta Sodi. Gli spettatori potranno presenziare con il fazzoletto del proprio quartiere al collo.

La storia si svolge nella settimana di ferragosto del 1959 in una piccola pensione dell’Alto Casentino, dove arrivano i più bizzarri villeggianti. C’è l’oste Gaetano, stressato dalla numerosa famiglia (Zelmira la moglie petulante, le cognate Filomena ed Esterina noiose e dispettose, Anchise il suocero svagolato e le figlie Isolina ed Enrichetta ). Poi c’è Il ragionier Giustino sempre affamato con la moglie Elvira un po’ brontolona. Un Marchese un po’ in disarmo che cerca moglie … e qualcos’altro. Due sposini Laurina e Osvaldo… non proprio di primo pelo ed un Lamberto… Conte… di nome, ma non di fatto. L’Adelina è la padrona della pensione, aiutata da una sorella tuttofare di nome Dolfina e da Basilio il cameriere-poeta… sempre stanco. Poi c’è Ugo, il marito un po’ farfallone dell’Adelina, insidiato dalla bella Tosca, vedova in cerca di consolazione. Infine c’è Cecchino, il garzone innamorato dell’Esterina. In questo via vai di “gente che va e gente che viene” la pensione si anima, si intrecciano storie, passioni e sotterfugi. In un crescendo di grande ilarità si creano nuovi equilibri, ma nascono anche godibilissimi equivoci, che danno origine a situazioni imprevedibili e divertenti.

Biglietti: presso Officine della Cultura, via Trasimeno, 16, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:00 dal lunedì al venerdì, presso la Rete Teatrale Aretina di via Bicchieraia 34, martedì e giovedì pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00, oppure su circuito Box Office Toscana (www.boxofficetoscana.it) prevendita on line Boxol (www.boxol.it). Vendita presso il Teatro Petrarca dalle ore 15:30 fino all’inizio dello spettacolo.

Prezzi: Platea e palchi 1° ordine € 15,00 – 2° e 3° ordine € 10,00 – 4° ordine € 5,00.

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Mostra Laniakea – Lucignano –

All’interno del Museo di Lucignano, che conserva il capolavoro più significativo “l’albero ‘oro” o “albero della vita”, una nuova mostra pittorica è in corso fino al prossimo 5 di Marzo 2017. La Mostra si intitola Lainakea, inaugurata dalla professoressa Grazia Marchianò, filosofa orientalista, moglie del filosofo Elémire Zolla. L’artista espositore è Valerio Giovannini, nato a Firenze nel 1977, artista promettente della galleria d’arte Romberg Artecontemporanea Roma. Dal 2009 Giovannini collabora anche con il museo archeologico di Cortona (MAEC) mettendo insieme una serie di mostre d’arte contemporanea ispirate alla civiltà etrusca. Le sue opere sono state acquistate da collezionisti e istituzioni culturali, in Italia, Ecuador, Inghilterra, Francia, Irlanda, Portogallo, Germania, USA, Russia, Olanda e Cina.

Laniakea, in lingua hawaiana significa “incommensurabile paradiso”. Questo il nome dell’insieme delle galassie in cui si trova la “nostra” Via Lattea. Questa mappa stellare dà il titolo all’esposizione delle opere di Giovannini: una mostra/rispecchiamento tra le ramificazioni dell’Albero d’oro di Lucignano e il macrocosmo.
Come ha scritto Elémire Zolla: “quando si giunga a abbracciare l’intero ciclo della luce, quando si sia cioè ‘illuminati’ siamo il luogo dove la luce torna a se stessa e sa di tornare a se stessa”.
Diceva Einstein, non si può incolpare la gravità del fatto che ci innamoriamo (in inglese to fall – cadere – in love) non si può negare che la danza dei corpi celesti ricordi da vicino le dinamiche sottili dell’affettività o come scriveva Dante: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

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Valerio Massimo Manfredi – Arezzo

Per la seconda volta ospite della rassegna letteraria “Il giardino delle idee”, ad Arezzo, Valerio Massimo Manfredi, presenterà il suo ultimo libro “Teutoburgo” – Sabato 3 dicembre 2016 dalle ore 17.00 presso la Sala Convegni della Borsa Merci –

Teutoburgo è il nome di una foresta, in bassa Sassonia dove l’esercito romano, nel 9 d.C. subì, contro le tribù germaniche, una storica sconfitta che sancì anche la fine dei tentativi di conquista della Germania, da parte dei romani. Il Reno si consolidò come definitivo confine nord-orientale dell’Impero per i successivi 400 anni.

Teutoburgo è anche il titolo del nuovo libro di Valerio Massimo Manfredi, uscito il 9 settembre scorso, già un best seller, in cima a tutte le classifiche di vendita, un libro costruito per veicolare emozioni dove la storia narrata racconta fatti realmente accaduti, in quei fatti si inserisce la narrazione. Il romanzo parte dalla gigantesca operazione geopolitica di Augusto che cerca di inglobare i popoli germanici nell’Impero ma la romanizzazione di quei popoli non fu possibile. Di certo se quella guerra fosse stata vinta anche l’attuale assetto europeo potrebbe essere diverso. Il Reno divenne un confine, ancora oggi molto sensibile, l’Europa stenta a saldare le sue due anime.

Valerio Massimo Manfredi lo si può considerare un autore di calibro internazionale, alcuni dei suoi libri sono stati tradotti in 39 lingue diffusi in 75 paesi.

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Munacs – Ingresso gratuito –

Solo per gli abitanti di Arezzo il Munacs – Museo Nazionale del Collezionismo Storico – Arezzo – Via Ricasoli senza civico (tel: 339 7542697) sarà ad ingresso gratuito

Mecenate 2.0 è il progetto nato in questo mese di novembre 2016 per accontentare non tanto e esigenze dei turisti quanto per i cittadini, Infatti, come accade al Louvre a Parigi, il Muncas sarà, da ora in poi, ad ingresso gratuito per tutti gli abitanti della Provincia. Inoltre tutti i collezionisti hanno fa dicoltà portare al Museo i propri oggetti per poterli esporre.

In occasione dei novant’anni della Monarca più longeva d’Europa, la Regina Elisabetta II, è in corso una mostra che celebra la Royal Family Inglese, con oggetti e foto che ricordano i momenti più significativi della Storia britannica degli ultimi decenni.

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Giovanni Floris – Arezzo –

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Giovanni Floris ad Arezzo presenta il suo ultimo libro “Quella notte sono io” – Circolo Artistico – 11 Novembre 2016 – ore 17.30 – Passioni Festival –

“La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, a convincerti che ci sei riuscito e poi basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso.” Il tema del libro è un episodio di violenza in un contesto giovanile, un caso che ci provoca una riflessione sulle responsabilità che abbiamo nei confronti del nostro futuro.

Giovanni Floris, uno dei giornalisti italiani più apprezzati, è dal 2014, con l’uscita del suo primo romanzo “Il confine di Bonetti”, anche uno scrittore. Nel 2016 esce “La prima regola degli Shardana” – entrambi Feltrinelli.

Nato a Roma, nel 1967, da famiglia di origini sarde (il padre Bachisio è stato un famoso autore televisivo), ha una nonna toscana e vive nei pressi di Cortona. Si forma come allievo di illustri accademici del diritto, tra cui l’ex ministro della Difesa Antonio Martino. Dopo alcune collaborazioni con “l’Espresso” e “Il Messaggero”, nel 1996 viene assunto in RAI, dove, per la radio, prima si occupa di economia e in seguito conduce i programmi “Radio anch’io” e “Baobab”. Per lungo tempo è inviato all’estero, in particolare negli USA, e alla fine di questo periodo approda in TV, dando vita al talk show politico Ballarò. Trasmessa sulla terza rete dal 2002, la trasmissione diventa la principale ribalta per la politica nazionale, grazie anche al duraturo rapporto con il comico Maurizio Crozza e il sondaggista Nando Pagnoncelli. Nell’estate del 2014 passa a LA7, confermando la squadra vincente di Ballarò nel nuovo talk Dimartedì.

Massimo Ghini a Cortona –

“Un’ora di Tranquillità” – Teatro Signorelli di Cortona – mercoledì 9 Novembre 2016 – ore 21,15 –
Spettacolo di Florian Zeller, diretto e interpretato da Massimo Ghini con Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Gea Lionello, Galatea Ranzi, Luca Scapparone. Scenografia Roberto Crea; Costumi Silvia Frattolillo – Luci Marco Palmieri –

La commedia è stata scritta da Florian Zeller, un giovanissimo drammaturgo francese, apprezzatissimo e già considerato lo scrittore più interessante del nostro tempo. Massimo Ghini è anche il regista, oltre che l’interprete dello spettacolo, insieme a Massimo Ciavarro e Gea Lionello. Il testo riesce a conciliare una struttura classica con temi di grande attualità, affrontati con durezza, a tratti con cinismo, senza ipocrisie o falsi buonismi. Una rappresentazione del mondo in cui viviamo molto cruda, che Massimo Ghini porta in teatro rispettando l’ambientazione, Parigi, con un ritmo molto rapido. Un uomo arriva a casa con un disco e cerca disperatamente uno spazio ed un tempo per poterselo ascoltare, “un’ora di tranquillità”, in quell’ora, accade di tutto. Massimo Ciavarro è alla sua prima esperienza teatrale e si dichiara contentissimo di aver iniziato questa esperienza in cui incontra il proprio pubblico.

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Gianluca Pirozzi – Nomi di donne –

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Sabato 29 Ottobre 2016, alle 17,30, presso a libreria Mondadori di Arezzo, presentazione del libro “Nomi di donne” di Gianluca Pirozzi. La presentazione è a cura di Antonella di Tommaso e Roberto Messina. Sarà presente l’autore.

Si tratta dell’anteprima della fortunata rassegna letteraria “Incontri d’Autore” 2016/17.

Gianluca Pirozzi è un giovane scrittore italiano nato nel 1965 e “Nomi di donna” è la sua terza raccolta di racconti dopo “Storie liquide” e “Nell’altro”. Il suo primo libro “Storie liquide” è un successo inaspettato, fuori dalle logiche del mercato, che difficilmente premia raccolte di racconti, tra l’altro, di un autore esordiente. Sono la forza delle storie e la bella scrittura gli elementi che hanno premiato la tenacia dell’autore.

“Nomi di donna” si compone di tredici racconti di altrettante donne, molto diverse tra loro per estrazione sociale e culturale, etnia e provenienza geografica. Le narrazioni sono accompagnate dai disegni di Clara Garesio, che conferiscono al libro un valore estetico decisamente notevole.
La raccolta è suddivisa in quattro parti: “All’aurora”, “Di giorno”, “Al tramonto”, “Di notte”. Queste quattro parti della giornata vanno a scandire le giornate delle protagoniste delle storie, donne che lavorano, amano, corrono, odiano, vivono e, a volte, muoiono durante il giorno. Tredici donne normali, dunque, le cui storie rappresentano la quotidianità.

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